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 |  | Viaggi golosi in Piemonte Langhe, vivere con gusto
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Una terra forte, quella delle Langhe, figlia del mare, ondulata e nervosa nelle sue colline che dai profili dei monti liguri si rincorrono dolcemente, ma non senza asprezze, verso Alba. Una terra promessa, sul cui sfondo le montagne ricordano l’impronta piemontese, celebrata oggi non solo per i suoi tesori naturali particolarmente ambiti nella stagione autunnale - dal suo "diamante "grigio", il sublime tartufo, ai noccioleti e ai vigneti che offrono vini rossi superbi come il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo - ma anche per essere uno degli ecosistemi italiani in cui il gusto di vivere e d’offrire ospitalità ha ancora un sapore antico. "Andar per langa", come qui si definisce un’escursione che segue il crinale dei colli, significa spostarsi senza meta precisa dai centri turisticamente più famosi - Alba, Asti, Bra, Casale, Cherasco - alla scoperta della miriade di castelli, chiese, abbazie, ville gentilizie, palazzi, borghi contadini, casali sorti dal Medioevo in poi. Dalla romanità dal Rinascimento, dal Barocco al Liberty: in queste terre s’incontra di tutto, in un sovrapporsi di stili diventati luoghi della memoria, della fantasia e della letteratura. Cesare Pavese e Beppe Fenoglio insegnano. Ecco un ideale fil rouge di 85 chilometri, da cui eventualmente muoversi su e giù per i bricchi seguendo in tranquillità un proprio percorso. Da Alba - tranquilla "capitale" delle Langhe e città dalle cento torri, che in epoca medievale interrompevano, a ogni porta d’accesso, le mura - in 8 km si raggiunge Diano d’Alba e di qui Grinzane Cavour (5 km), il piccolo paese, stretto intorno al suo castello (sede dell’Enoteca regionale del Piemonte, aperta al pubblico), che dal 1832 al ‘49 ebbe come sindaco il conte Camillo Benso, grande protagonista del Risorgimento italiano oltre che illuminato sostenitore dello sviluppo vitivinicolo delle terre langarole. Un altro castello a Serralunga d’Alba (7 km; tel. 0173 613358), poi si prosegue per Cerretto e Bossolasco (19 km), dalle viuzze fiorite di rosai e rallegrate dalle insegne delle botteghe dipinte da artisti contemporanei; poi via per Dogliani (12 km) - patria del Dolcetto e paese d’origine della famiglia Einaudi - e Monforte d’Alba (8 km), splendido belvedere sulla mitica terra di Bacco: vigneti a perdita d’occhio, che si attraversano per raggiungere Barolo (6 km) - famosa per il nobile vino e per altre non meno squisite specialità gastronomiche - e La Morra (6 km), altro punto panoramico mozzafiato su Alpi, Monviso e Alta Langa; nelle sei-settecentesche cantine dell’abbazia benedettina di San Martino di Marcerasco (tel. 0173 50185) la storia del vino e della vite è raccontata con antichi strumenti di lavoro e documenti iconografici. Via poi per Cherasco (8 km), cittadina medievale cinta da mura a stella ma costruita con una pianta a scacchiera tipica del castrum romano, ed eccoci alla barocca Bra (6 km), che ha nobilitato le sue origini contadine con splendide costruzioni, come l’elegante chiesa di santa Chiara , la parrocchiale di Sant’Anna e il Palazzo Traversa, sede del museo storico-artistico. Per gli appassionati del genere, il Museo del giocattolo (tel. 0173 426035) espone pezzi ormai rari, se non introvabili.
Tartufo, il tesoro nascosto Guai definirlo tubero, il tartufo, sarebbe proprio, è il caso di dirlo, delitto di lesa maestà. È infatti - avvertono i botanici - un fungo ipogeo, uno di quegli organismi, cioè, che svolgono sottoterra tutto il proprio ciclo vitale. Botanicamente parlando fan parte del genere Tuber, ma non hanno nulla a che vedere con patate e simili; sono piuttosto parenti stretti di porcini e prataioli, pur avendo aspetto globoso e struttura interna assai diversa. Come i funghi non possono ricavare le sostanze necessarie al loro sviluppo attraverso la fotosintesi clorofilliana, ma devono assumere tali elementi dalle radici di alcune piante superiori (querce, soprattutto), instaurando con loro un rapporto di simbiosi. Delle centinaia di specie di tartufi esistenti - di cui solo alcune hanno interesse alimentare) - l’appellativo "pregiato" spetta solo al bianco d’Alba (Tuber magnatum, cioè dei magnati, dei ricchi signori, come lo definì il naturalista Pico nel 1788) e al nero di Norcia, di Spoleto o del Périgord francese (Tuber melanosporum, cioè a spore nere, secondo la classificazione di Carlo Vittadini del 1831). Secolare la diatriba sulla superiorità di uno o dell’altro, fermo restando che il primo eccelle a crudo e il secondo si esalta con la cottura, specie nei ripieni. Sono quindi da preferire, alle inutili battaglie, le sante alleanze" con i due preziosi funghi sotterranei, impiegati ciascuno secondo la propria inclinazione perla gloria di un piatto succulento. Dove comprarlo - Ogni sabato, da metà settembre al 31 dicembre, i trifolau, mitici cercatori, si danno appuntamento - dalle 7.30 alle 13.30 - nel cortile della Maddalena in via V. Emanuele. Tra i negozi "sicuri" segnaliamo Peccati di Gola (via Cavour 11; tel. 0173 361358); Elio Ratti (via V. Emanuele 18; tel. 0173 440540); Tartufi Morra (piazza Pertinace 3; tel. 0173 290072); Tartufi Ponzio (via V. Emanuele 26; tel. 0173 440456). Come conservarlo - In un canovaccio di tela, da cambiare ogni giorno, tenuto in luogo fresco e asciutto, oppure nella zona meno fredda del frigorifero o in una scatola d’alluminio a chiusura ermetica. Come gustarlo - Affettato a sottili lamelle con l’apposito strumento, il tartufo bianco sprigiona il meglio del suo aroma con i piatti semplici: oltre che sui tajarin di pasta, quindi, su un paio d’uova mescolate con il fondo della bagna caôda d’acciughe, burro, olio e aglio, nel tegamino di coccio.
Notizie utili Come arrivare - Alba - in provincia di Cuneo - dista 30 km da Asti (sulla A21 Torino-Piacenza), 62 da Torino, 155 da Milano e 645 da Roma. Informazioni - Ente turismo Alba, Bra, Langhe e Roero (piazza Medford 3; tel. 0173 35833, fax 0173 363878; www.langheroero.it); Consorzio turistico Langhe, Monferrato, Roero (tel. 0173 361538; www.areacom.it/b12/consorzio). Alberghi - I Castelli (quattro stelle - tel. 0173 361978, fax 0173 361974; doppia L. 180/195.000), Savona (tre stelle - tel. 0173 440440, fax 0173 364312; L. 130.000), Villa La Meridiana (agriturismo; tel. e fax 0173 440112; L. 100/130.000). Ristoranti - Ad Alba: Daniel’s al Pesco Fiorito (tel. 0173441977; L. 55.000), Enotria (tel. 0173 441330), San Cassiano (tel. 0173 281630; L. 50.000), Il Vicoletto (tel. 0173 363196; L. 75.000). A Bra: Osteria Boccondivino (tel. 0172 425674; L. 40.000). A Cherasco: La Lumaca (tel. 0172 489421; L. 40.000). A Dogliani: Albero Fiorito (tel. 0173 70582; L. 55.000). A Grinzane: Trattoria del Castello (tel. 0173 262172; L. 65.000). A La Morra: Belvedere (tel. 0173 50190; L. 50/80.000). A Monforte d’Alba: Giardino-da Felicin (tel. 0173 78225; L. 45/70.000). |  |  |
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